Ambiente.La bellezza ritrovata

Fotografare la realtà che ci circonda in cui siamo tutti capaci a riconoscerne i limiti e le degenerazioni è forse opera abbastanza facile, ma trovare il coraggio e investire tempo ed energie per trasformare questa realtà ci trova spesso incapaci, rinunciatari o peggio indifferenti.

L’impegno possibile è la cura, il risanamento, la riqualificazione…

Rinascita, riscatto, legalità…

Affinché le nostre splendide e floride terre e acque ritornino alla bellezza per la quale sono state create occorrono impegni concreti e fattibili. Occorre predisporre un attento progetto che utilizzi le risorse disponibili per bonificare i canali e le acque, gestire e smaltire adeguatamente i rifiuti, individuare fattori di rischio per l’ambiente e la salute, implementare le misure di controllo e vigilanza adeguata del territorio, individuando e denunciando i responsabili del disastro ambientale. Aver cura dell’ambiente è innanzitutto un impegno del singolo cittadino che bisogna educare e riportare al senso civico e di appartenenza attraverso l’esempio dell’esercizio delle buone pratiche. Il cittadino può e deve essere anche organo attivo di vigilanza affinché le amministrazioni competenti locali svolgano i ruoli a cui sono deputate.

Il Consorzio di Bonifica come risorsa disponibile

Esiste dal 1952 nato dalla fusione di cinque consorzi elementari il “Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno “, il quale si occupa principalmente di: difesa del suolo, tutela delle acque, difesa ambientale, irrigazione collettiva, bonifica idraulica. L’Ente ha origini antiche ma è dal 1952 che ha acquisito queste caratteristiche. Dal 1960 con il contributo della Cassa del Mezzogiorno e della Regione Campania si è occupato della “Sistemazione dei Regi Lagni “. Il Consorzio progetta gestisce ed esegue tutte le opere precedentemente elencate quale concessionario dello Stato e della Regione. In realtà però le risorse in termini economici per sostenere il costo dell’attività gestionale e della spesa per lo svolgimento delle opere di competenza, proviene dalla contribuzione degli immobili sul territorio e dallo stanziamento dei fondi annuali provenienti dai bilanci regionali. Ma perché l’Ente non riesce più a svolgere le opere che gli competono? È possibile che la partecipazione alle spese non è onorata dai contribuenti insoddisfatti? E che le pianificazioni dei bilanci regionali non concorrano che in minima parte o affatto alle spese di gestione?

Il Clan della speranza come movimento vigilante

È necessario tornare al concetto di partecipazione attiva del cittadino al fine di vigilare sugli abusi ma anche sulle inadempienze degli organismi preposti a qualunque livello. Pretendiamo dunque che ci venga restituita la bellezza dei nostri territori cosi come ci spetta. Abbiamo di certo la speranza di vedere ancora i nostri territori nella loro ritrovata bellezza… Impegnamoci a salvare e curare la nostra “casa comune”.

#noivogliamounasperanza

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