CITTADINANZA ATTIVA: PAROLA D’ORDINE PER ESSERE ATTORI DELLA SOCIETA’.

Il nostro paese è il mondo e la cittadinanza l’umanità intera(William Lloyd Garrison)

Una semplice frase che racchiude in sè il concetto di cittadinanza.

Quando si parla di “Cittadinanza attiva” o “attivismo civico” ci si riferisce a forme di auto-organizzazione che permettono l’esercizio di poteri e responsabilità che tutti noi cittadini abbiamo, nell’ambito delle politiche pubbliche, per rendere effettivi diritti, tutelare beni comuni e sostenere soggetti in condizioni di difficoltà. L’attivismo civico assume la forma dell’azione di volontariato, ove il fattore comune è soprattutto l’essere attori della sfera pubblica, ovvero la partecipazione. La cittadinanza attiva ha quindi un ruolo di cooperazione e non di opposizione al potere politico.

Il diritto di vivere una “città a misura d’uomo”.

In una realtà piuttosto vasta e complicata, come l’agro aversano, ove spesso è difficile trovare lo stimolo giusto, in un contesto povero di strutture, spazi pubblici o privati. Vivere in una città a misura d’uomo, con servizi ben programmati e affidabili, dipende anche dal grado di civiltà e di attivismo dei cittadini che la popolano e questo proviamo la viva necessità di “sentirci utili in un contesto dalle mille difficoltà dove, con la nascita di associazioni, movimenti o semplici gruppi di persone mosse dalla volontà di portare un messaggio di speranza a chi è in difficoltà, si cerca di rendere effettivi i diritti esistenti o promuovere il riconoscimento di nuovi diritti, spesso ignorati da chi dovrebbe curare l’interesse del cittadino.

Come può essere identificata la figura del cittadino attivo e quali possono essere le iniziative riconducibili al suo ruolo sociale?

La mancanza di motivazione che spesso si riscontra tra la nostra gente rende la vita “inattiva”, per cui i suoi diritti e doveri spesso si vedono persi. L’obiettivo comune di chi, al contrario, si attiva personalmente, da semplice cittadino che ha a cuore il proprio destino e quello della propria terra, è esattamente quello di motivare anche gli altri ad essere parte attiva di un cambiamento sostanziale, sostenendo con idee, proposte ed iniziative di reale concretizzazione. Sviluppare, dunque, in ognuno un innato senso civico per farsi promotore di attivismo e civiltà.

Il Clan della Speranza a supporto di iniziative per l’affermazione dei diritti e dei doveri del cittadino.

I cittadini possono e devono contribuire in prima persona al cambiamento, un cambiamento fattibile soprattutto con la collaborazione di tutti, perché uniti si possono rimuovere i limiti, le barriere culturali e promuovere i diritti.

#NoiVogliamoUnaSperanza

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